Le dimissioni per un caso di corruzione del vice-premier Dragos Anastasiu, imprenditore votato alla politica, segnano un duro colpo per l'agenda riformista del neo-premier romeno Ilie Bolojan, mentre la crisi fiscale del paese si fa più pesante
Al potere da dieci anni a Tbilisi, il Sogno georgiano deve gestire le tensioni tra i vari potentati che rappresenta: le lotte interne sono sfociate in una lunga lista di dimissioni, rimpasti nelle istituzioni dello stato e repressione delle posizioni critiche
Con i media in Kosovo e nella regione sempre più concentrati nelle mani dei grandi magnati del business, i giornalisti affermano che la censura per proteggere gli interessi dei proprietari è diventata "la norma"
Attivisti e genitori di uno studente preso di mira dalla repressione politica del Partito progressista serbo, Jelena Žunić Cicvarić e Radovan Cicvarić scrivono ai rappresentati dell'Unione europea chiedono sostegno nella lotta per una Serbia democratica
Dalla n°12414 alla n°13533: leggi in tempi record sull’attività degli organi anticorruzione. Cosa sta succedendo all’interno dell’Ucraina, paese dilaniato dai bombardamenti russi, ma dove i cittadini scendono in piazza a protestare per la democrazia?
La politica slovena si prende una pausa estiva in attesa della battaglia che porterà il paese alle elezioni parlamentari dell'aprile 2026. Prima di chiudere i battenti, però, il parlamento di Lubiana è stato palcoscenico di nuovi scontri e strategie politiche
È un’estate difficile quella del 2025 per i politici moldavi che hanno legami con il Cremlino: al sindaco di Chișinău Ion Ceban è stato vietato l'ingresso in Romania e nell'area Schengen per "ragioni di sicurezza nazionale", mentre Vladimir Plahotniuc è stato arrestato in Grecia
Un'intervista collettiva con la presidente della Moldova, passando in rassegna i suoi punti di vista sull'Ucraina, le interferenze russe, l'adesione della Moldova all'UE, la riforma della giustizia e la sicurezza energetica
Oleksandr Alfyorov, proveniente dalla Terza Brigata d’Assalto, è stato recentemente nominato direttore dell’Istituto Nazionale della Memoria ucraino. Una decisione che fa discutere, viste le accuse di revisionismo e strumentalizzazione della memoria storica
Nei Balcani continua l’erosione del mercato dei media professionali. La recente chiusura di Al Jazeera Balkans ha colto di sorpresa l’opinione pubblica, sollevando preoccupazioni per il pluralismo, gli standard e le condizioni di lavoro dei professionisti dell’informazione in BiH e nella regione
Dall'informazione ai finanziamenti esteri, il governo del Sogno Georgiano a Tbilisi continua a sfornare normative che limitano sempre di più gli spazi democratici e di libertà in Georgia, nonostante le dure proteste della società civile
Baku e Yereven sembrano aver fatto passi importanti verso il raggiungimento di un trattato di pace dopo un incontro bilaterale, definito "costruttivo", organizzato negli Emirati Arabi Uniti a inizio luglio. Molti però i punti interrogativi che restano da sciogliere
Il premier ungherese Orbán ha annunciato al Consiglio europeo che il 95% degli ungheresi che hanno partecipato a un dubbio referendum informale si oppone ai negoziati di Kyiv per l'ingresso nell'Unione. "La mia voce è diventata più forte", ha affermato Orbán
Nella seduta del 17 luglio, il governo sloveno ha decretato il divieto di ingresso nel paese dei ministri israeliani di estrema destra Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, personae non gratae in seguito a gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei palestinesi e a dichiarazioni di carattere genocidario. Il commento del corrispondente di OBCT, Massimo Moratti (17 luglio 2025)
Update Required
To play the media you will need to either update your browser to a recent version or update your Flash plugin.
L’omicidio di due cittadini azeri a fine giugno, commesso durante un’operazione del Servizio di Sicurezza Federale russo, innesca la reazione dell’Azerbaijan. Il botta e risposta diplomatico tra Mosca e Baku si è trasformato in una sorta di faida
Sono iniziati i lavori di demolizione di fabbricati dismessi nell’area dell’ex caserma di Čerkezovac, in Croazia, al confine con la Bosnia Erzegovina, per lasciare spazio al controverso nuovo centro per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi della centrale nucleare di Krško
Negli ultimi decenni le coste dell'area adriatico-ionica sono sotto pressione crescente da parte delle attività umane. Segnali di cambiamento, sostenuti dall'UE, iniziano ad emergere, ma la strada per cambiare il modello di gestione del territorio resta ancora lunga
Istituzioni indipendenti, esponenti politici e attivisti per i diritti umani condannano l’utilizzo di simboli e cori fascisti durante il concerto del controverso cantante Marko Perković Thompson tenutosi di recente Zagabria
Trent’anni dopo Srebrenica in Serbia regna un clima tutt’altro che commemorativo. Per la leadership serba tutte le parti coinvolte nel conflitto hanno commesso crimini, e tutti e nessuno sono responsabili. Una posizione vicina a quella di Slobodan Milošević dopo la guerra
È scontro aperto tra il governo e la Chiesa armena. Il governo parla di golpe e arresta due arcivescovi e un noto imprenditore, l’opposizione grida alla repressione politica. Sullo sfondo gli equilibri geopolitici e i negoziati con l'Azerbaijan
Il 10 e 11 luglio Roma ospita la Conferenza sulla Ripresa Ucraina. Sul tavolo economia, diritti umani, sviluppo locale e regionale e integrazione UE. Nel frattempo, si intensificano i rapporti tra Kyiv e Baku, sullo sfondo di nuove tensioni tra Russia e Azerbaijan
Gli sloveni non gradiscono un aumento delle spese per la difesa: una serie di colpi di scena parlamentari, con le elezioni che si avvicinano, li porterà ora a decidere sul tema in un referendum che di fatto apre la campagna elettorale
Disoccupazione dilagante, contratti precari, emigrazione. Oltre al declino degli standard democratici nel Paese, i giovani serbi "hanno motivi reali di insoddisfazione". Intervista a Nina Vujanović (Bruegel), autrice di un'analisi su un angolo poco analizzato delle proteste
Non si attenuano in Serbia le proteste contro il presidente Vučić: con la grande manifestazione del 28 giugno il clima si è fatto ancora più teso, segnando una possibile svolta a destra della contestazione
Da cinque anni l’opposizione in Georgia fa i conti con la dura repressione del governo. Fermi e arresti sono una costante: emblematica la vicenda di Nika Melia, già figura di spicco del Movimento Nazionale Unito, poi fondatore del movimento Ahali (Novità)
Il Montenegro è da tempo considerato il "front runner" dei Balcani occidentali nel processo di allargamento UE, ma il paese si muove più lentamente del previsto verso la meta. Sul suo percorso riemergono fantasmi ereditati dalla dissoluzione della Jugoslavia
Nuove telecamere con tecnologia di riconoscimento facciale e multe sempre più salate per i manifestanti individuati: così le autorità georgiane mettono in atto una strategia di repressione silenziosa ed illegale delle proteste che continuano a scuotere il centro di Tbilisi
Sabato 28 giugno a Belgrado una nuova protesta concentrata in Trg Slavija, con più di centomila persone per chiedere le dimissioni del presidente Aleksandar Vučić ed elezioni anticipate. Nella serata sono avvenuti scontri che hanno provocato feriti tra manifestanti e poliziotti. Decine gli arresti. Foto di Massimo Moratti
La crisi energetica in Transnistria, scatenata dallo stop al gas russo che arrivava nella regione separatista attraverso l'Ucraina, si trasforma sempre di più in pesante crisi economica, con possibili ricadute sulle tornate elettorali in programma nei prossimi mesi
La decarbonizzazione in Europa procede a ritmi diversi. La sfida è riconvertire le economie legate al carbone, con investimenti e riqualificazione. Le Asturie, in Spagna, indicano la strada: riconvertire le infrastrutture esistenti, dando loro una nuova vita