A Novi Sad più 100mila persone hanno reso omaggio alle vittime del crollo della pensilina della stazione avvenuto un anno fa: una tragedia che ha dato il via alle proteste degli studenti e diversi strati della società contro il regime di Vučić. Il quadro della situazione in Serbia e su come potrebbe evolversi, per voce di Giovanni Vale, corrispondente di OBCT (3 novembre 2025)
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Miša Bačulov è un campione di box tailandese, filantropo, attivista e dal 2024 anche consigliere comunale a Novi Sad. Oggi è uno dei volti più noti dell’opposizione a Vučić. Lo abbiamo incontrato alla vigilia del suo arresto
Alcune immagini raccolte durante la grande manifestazione del 1 e 2 novembre, ad un anno esatto dal crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, che causò la morte di 16 persone. Foto e testo di Giorgio Russo
Un gruppo di studenti di Novi Pazar, Serbia, si è messo in marcia lo scorso 16 ottobre per raggiungere Novi Sad per l’anniversario della tragedia che ha dato il via alle proteste di piazza. Sono bosgnacchi. Portano la bandiera della loro città e quella della Serbia
Una Serbia divisa ha vissuto due "botti" nei giorni scorsi: mentre Ćacilend - l'accampamento provvisorio dei sostenitori del presidente Vučić - è stato teatro di un controverso attacco armato, il Parlamento europeo ha votato una severa risoluzione nei confronti di Belgrado
Osservando il 5 ottobre 2000 come uno spartiacque, è possibile tracciare analogie e differenze tra il regime di Milošević e quello di Vučić tenendo conto delle sfide di una democrazia post-rivoluzionaria? Un’intervista con Nebojša Vladisavljević, professore alla Facoltà di Scienze Politiche di Belgrado
“Continueremo a parlare, protestare e chiedere giustizia finché la Palestina non sarà libera”. Questo il messaggio di un gruppo di cittadini di Sarajevo che da febbraio 2024 si riuniscono ogni settimana per leggere ad alta voce i nomi dei bambini morti a Gaza
C’è un gruppo di persone a Sarajevo: alcuni sono amici da lungo tempo, altri si sono conosciuti solo di recente, ma oggi li unisce la stessa idea e lo stesso senso di responsabilità. Da febbraio 2024, ogni martedì sera, si riuniscono accanto al Fuoco Eterno, simbolo dell’antifascismo e della resistenza nel cuore della capitale della Bosnia Erzegovina, per leggere i nomi dei bambini uccisi a Gaza.
“Intercettare imbarcazioni in acque non sottoposte alla giurisdizione di nessuno stato è illegale. Questo è un sequestro di civili in acque internazionali, quindi un atto terroristico”, denuncia la giurista Morana Miljanović, l’unica cittadina croata nella Global Sumud Flotilla e comandante della nave ‘Shireen’
OBCT aderisce allo sciopero di oggi, per sostenere la missione umanitaria e non violenta della Global Sumud Flotilla e denunciare il genocidio in corso a Gaza
Il diritto all’aborto è garantito in Slovenia fin dalla Carta costituzionale di paese indipendente dalla Federazione Jugoslava. Un diritto che è rimasto intoccato nel paese e che la leader dell'Istituto 8 marzo Nika Kovač, con la campagna “My voice, my choice”, vuole si assicuri in tutta l'Ue
Matic Zorman espone le sue fotografie scattate a Gaza tra il 2010 e il 2014, vere e proprie lettere d’amore inviate dalla Slovenia alla Palestina. Lontano dalle immagini di violenza, il fotografo sloveno cerca di restituire un volto umano ai palestinesi raccontando le istantanee di vita
Le proteste in Serbia, benché di minore intensità, non si fermano. Il regime mette in atto una repressione ancora più dura, violando anche l’autonomia accademica. E come se nulla fosse pensa all’EXPO 2027 e all’immaginaria ripresa economica del paese
Oltre alla distruzione e ai morti sul campo di battaglia, la guerra portata dalla Russia in Ucraina crea vittime invisibili, molto spesso donne. Reti di solidarietà al femminile tentano di aiutare chi è rimasto vittima di rapimenti, sfruttamento e traffico di esseri umani
La recente visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, a Zagabria ha destato molte critiche, in particolare da parte dei gruppi di attivisti che hanno protestato per la visita. Ben accolto invece dalla leadership croata, che mostra di nuovo di essere alleata al governo israeliano
Nati tra le polemiche ed accusati di essere uno spazio grigio dal punto di vista legale, l'hotspot di Shëngjin e il centro di permanenza per rimpatri di Gjadër dovevano trasformare il modello di gestione delle migrazioni in Italia. Ma cosa sta accadendo realmente in Albania?
Trent'anni fa, barchette di carta sulla Miljacka trasportavano messaggi da Sarajevo: "Ciao Europa" e "Guerra?": domande che riecheggiano nel mondo, più potenti che mai. Mentre Sarajevo porge la mano a Gaza e alla Global Sumud Flotilla, passato e presente si fondono nello stesso fiume di resistenza e speranza
Il 27 e 28 settembre la rete RiVolti ai Balcani organizza a Brescia un convegno internazionale per analizzare che cosa è successo in dieci anni e quali sono le prospettive delle politiche migratorie europee. Il convegno vedrà la partecipazione di 30 relatori e relatrici provenienti da tutta Europa
ZBOR – acronimo per “Resistenza e lavoro uniti nei Balcani” – è un collettivo transnazionale e una piattaforma per articolare una posizione condivisa contro la transizione verde capitalista e contro tutte le forme di estrattivismo violento
I tentativi di soffocare le proteste degli studenti con una "brutalità della polizia mai vista finora" mettono in luce la strategia del presidente Vučić per evitare le richieste di elezioni anticipate. Intervista a Srđan Cvijić, presidente del Comitato consultivo internazionale del Centro per la politica di sicurezza di Belgrado
Boris parte con altri attivisti per Gaza con la Sumud Flotilla. A motivarlo, l'aver assistito da giovane all'assedio di Sarajevo e la sua grande frustrazione oggi, come professionista del mondo umanitario e cittadino italo-bosniaco, nel non poter portare aiuti a Gaza. Una riflessione sul diritto umanitario e l'essere attivisti
Il 9 e 10 luglio si è tenuta a Srebrenica una conferenza internazionale dedicata allo studio e alla ricerca sul genocidio. Tra i tanti interventi, di rilievo quelli di donne di associazioni locali che da trent'anni portano avanti un'importante lotta
Grazie ad un enorme affare minerario, la Bosnia Erzegovina ha attratto il più importante investimento estero della sua storia recente. Lo stato continua a promuovere “l’estrattivismo verde”, pur non essendo capace di proteggere le proprie risorse naturali e la popolazione dagli effetti dannosi dei progetti minerari
A trent'anni dal genocidio di Srebrenica assistiamo in diretta streaming ad un altro genocidio. Ciò per cui ci siamo spesi e le istituzioni che sono scaturite dalla tragedia di allora non sono riuscite ad impedire la cancellazione di Gaza. Una riflessione di Luisa Chiodi, direttrice di OBCT, e un invito a cuore aperto a non arrendersi alla rassegnazione
Crescono le preoccupazioni relative agli accordi approvati dal parlamento montenegrino per autorizzare investimenti nel paese da parte degli Emirati Arabi Uniti, in deroga ai principi di trasparenza e tutela ambientale. L'operazione solleva perplessità anche in merito al percorso di integrazione europea
Il recente incontro di Trump coi leader di Azerbaijan e Armenia, Aliyev e Pashinyan, a Washington, lascia sperare in un accordo di pace. Tuttavia c’è un paradosso: mentre i leader si stringono la mano all’estero, in patria quelli che praticano la riconciliazione vengono criminalizzati
Dopo aver a più riprese sostenuto le proteste studentesche in Serbia, dimostrando al mondo intero da che parte stava pompando a Wimbledon, Novak Đoković è stato accusato dalla leadership politica e dai tabloid serbi di voler “distruggere lo stato e creare il caos nel paese”
Irvin Mujčić è dovuto fuggire da Srebrenica nel 1992 che era bambino. Dopo diversi anni di vita in Italia, ha deciso di tornare e realizzare un villaggio bucolico immerso nei boschi, nei pressi di Kasapić ai piedi del monte Kak. Nei giorni della commemorazione del luglio scorso, siamo andati a trovarlo
Irvin Mujčić, durante la guerra è costretto a fuggire da Srebrenica con la madre e la sorella. Dopo anni di vita in Italia, nel 2014 decide di tornare e costruire un luogo di pace tra i boschi e ripartire dalle ceneri: il villaggio Ekometa. Foto di Nicole Corritore
Crescono i casi di cittadini georgiani che si rivolgono alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) contro le politiche di repressione democratica del governo di Tbilisi. Come nel caso della "legge russa" che colpisce le organizzazioni che ricevono finanziamenti esteri