Secondo quanto emerge dal Pacchetto Allargamento 2025, il gabinetto von der Leyen sostiene apertamente gli obiettivi temporali dei quattro Paesi più avanzati. In stallo Macedonia del Nord, Kosovo e Turchia, in difficoltà Serbia e Bosnia Erzegovina, la Georgia un candidato "solo sulla carta"
Alla Settimana europea delle regioni e delle città 2025, il dibattito su come gli enti territoriali e il Comitato che ne rappresenta gli interessi a Bruxelles possono orientare le politiche verso un'Unione allargata, tenendo in considerazione anche l'impatto in loco
Per avanzare nel loro percorso di integrazione europea, i paesi candidati dei Balcani occidentali devono garantire libertà e pluralismo dei media. Per Montenegro e Macedonia del Nord, questo significa andare oltre gli impegni formali sulla strada delle riforme democratiche
Una Serbia divisa ha vissuto due "botti" nei giorni scorsi: mentre Ćacilend - l'accampamento provvisorio dei sostenitori del presidente Vučić - è stato teatro di un controverso attacco armato, il Parlamento europeo ha votato una severa risoluzione nei confronti di Belgrado
La mancanza di integrità territoriale di Cipro - dal 2004 membro dell'Ue - non è mai stato un problema esistenziale per l'Unione, ma per i tre nuovi candidati potrebbe non essere lo stesso. Intervista a Denis Cenușa, esperto associato al Geopolitics and Security Studies Center
Il governo di Sarajevo è riuscito a evitare un nuovo taglio del 10% dal Piano di crescita da oltre un miliardo di euro, ma "c'è ancora il rischio di perdere i fondi se le riforme non saranno attuate". Intervista ad Adnan Ćerimagić, Senior Analyst presso l'European Stability Initiative
Situata alle frontiere esterne dell'Unione europea, la Romania si appresta a ricevere il più grande finanziamento europeo per il riarmo dopo quello assegnato alla Polonia: 16,6 miliardi di euro per fare di Bucarest un "pilastro della sicurezza nel Mar Nero"
A un decennio dalla cosiddetta “crisi dei rifugiati” del 2015, il Sud-Est Europa resta il punto nevralgico delle politiche migratorie europee. Un’emergenza temporanea si è trasformata in un laboratorio politico permanente, che intreccia solidarietà civile, deterrenza e logiche geopolitiche
Dal 18 al 20 settembre la Commissaria europea per l’Allargamento e il Vicinato orientale Marta Kos ha effettuato un tour nel Caucaso meridionale, visitando l’Armenia e l’Azerbaijan ma escludendo la Georgia
Cortei e slogan contro Sogno Georgiano, il partito al potere dal 2012, che ha vinto le amministrative di sabato 4 ottobre. L’opposizione ha boicottato in blocco la tornata elettorale. L'analisi di Marilisa Lorusso, esperta in Diritti Umani collaboratrice di OBCT a "Buongiorno InBlu" (6 ottobre 2025)
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Il diritto all’aborto è garantito in Slovenia fin dalla Carta costituzionale di paese indipendente dalla Federazione Jugoslava. Un diritto che è rimasto intoccato nel paese e che la leader dell'Istituto 8 marzo Nika Kovač, con la campagna “My voice, my choice”, vuole si assicuri in tutta l'Ue
Alle elezioni parlamentari del 28 settembre in Moldova ha vinto nettamente il filo europeo Partito d’Azione e Solidarietà (PAS), fondato dalla presidente Maia Sandu e alla guida del paese dal 2021. Lo spauracchio dei partiti vicini al Cremlino non ha retto alla prova dei fatti
Con la fase finale, grazie al progetto europeo CROSS II, la Croazia si libera definitivamente dalle mine entro fine anno. Siamo stati nei boschi di Otočac, nella Contea della Lika-Senj, una delle linee del fronte della guerra degli anni '90 nei quali si sta ancora sminando. Nostro reportage
La Croazia ha cominciato nel 1996 a sminare 1.174 kmq di territorio, dal 1998 con il sostegno di diversi donatori tra i quali l'Unione europea. Con il progetto “Croatian Safe Steps CROSS II”, cofinanziato dall’UE nell’ambito del Programma Competitività e Coesione, dal 2026 potrà dichiararsi paese libero dalle mine. Testo di Nicole Corritore, foto di Silvia Maraone
Le aree umide in Bulgaria, situate soprattutto lungo il Danubio, sono un patrimonio tanto prezioso quanto fragile. Negli ultimi anni la consapevolezza sulla loro importanza è cresciuta, ma anche le sfide da affrontare, tra fattori umani e cambiamento climatico
Dall’isola croata di Ugljan ai porti italiani dell’Adriatico, pescatori di diverse generazioni raccontano come il cambiamento climatico e le nuove regole europee stanno trasformando un mestiere millenario
A fine 2024 il Comitato permanente della Convenzione di Berna ha adottato una proposta dell’Unione europea per il declassamento del livello di protezione del lupo da “specie strettamente protetta” a “specie protetta”. La decisione è entrata in vigore nel marzo 2025. Secondo la Commissione europea, ci sono oggi troppi lupi in Europa, ma per gli esperti si tratta di una decisione “senza fondamento scientifico”. Gli attacchi ai pascoli – ci dice il biologo croato Josip Kusak – sono spesso dovuti a cattive abitudini, come quella di lasciare vagare il bestiame senza sorveglianza. “Dobbiamo imparare nuovamente a convivere col lupo”, prosegue il biologo, perché “il ruolo di questo grande carnivoro nell’ecosistema è indispensabile”. Foto e testo di G. Vale
Fino a poco fa era tra le specie sotto stretta protezione, tuttavia dal 2024, anche per volere della Commissione europea, il lupo è stato declassato, diventando quindi potenzialmente cacciabile. Secondo gli esperti “quando la società va a destra, il lupo ne paga le conseguenze”
In questa doppia intervista tra Serbia e Croazia abbiamo parlato con due esperti della situazione del lupo, in UE fino a poco fa specie strettamente protetta, ora declassato e quindi potenzialmente cacciabile. In Serbia dove lo è da sempre non sembra tuttavia che la situazione sia peggiorata
Con la Seconda guerra mondiale e la nascita della Jugoslavia socialista, le isole Brioni diventano una sorta di seconda capitale jugoslava. Tito vi trascorreva buona parte dell’anno, accogliendo numerosi ospiti internazionali. Lì nasce anche il Movimento dei Paesi non allineati
Supportando materialmente le regioni europee da diversi lati del confine per risolvere un problema comune, i progetti Interreg dimostrano come l'impatto nella transizione sia spesso favorito dalla cooperazione transfrontaliera
Le isole Brioni, piccolo Parco nazionale nel mare Adriatico settentrionale, hanno una storia molto particolare. Un tempo zona infestata dalla malaria e terreno inospitale, diventano importante meta turistica già nell’800 grazie all’imprenditore austriaco Paul Kupelwieser. Con questo reportage in due puntate ne raccontiamo la storia e l’attualità
Costanza, Danzica, Klaipėda, Ejsberg. Sono alcune delle città costiere europee che stanno conoscendo importanti lavori di espansione delle loro strutture portuali, a fronte di gravi danni ambientali
Durante la sua recente visita in BiH, la Commissaria UE all’Allargamento Marta Kos ha ribadito la prospettiva europea del paese, offrendo un sostegno concreto alla società civile e ai media indipendenti, con un invito alle istituzioni a impegnarsi maggiormente sul fronte delle riforme
In Russia, non si parla di come finirà la guerra in corso e non si fanno piani per una realtà post-bellica. In Ucraina si combatte e si resiste. In Unione europea, non vi è una visione unica su come avvicinarsi alla pace. Accettare la natura composita dell’UE rimane importante per immaginare politiche comuni europee forse non ideali, ma realistiche
Per proteggere gli ecosistemi marini dell’Adriatico sono necessarie politiche concrete, condivise da tutti i Paesi che si affacciano su questo mare. Spesso, questi risultati si ottengono grazie a iniziative di cooperazione transnazionale nate dal basso. Un'intervista
La Romania ha impiegato quasi vent'anni per dichiarare operativi i suoi sistemi integrati di gestione dei rifiuti. Secondo il rapporto della Commissione europea, il Paese rimane lo stato membro con il tasso di riciclo più basso, pari al 12%, dal 2010. Un'analisi
Procedere con l'adesione di nuovi membri senza attuare specifiche riforme dei Trattati fondanti dell'UE rischierebbe di esporre l'Unione a "ricatti interni, come abbiamo già visto con Orbán". Intervista a Sandro Gozi (Renew), relatore per il Parlamento europeo
Sei paesi dell'area adriatico-ionica hanno unito gli sforzi per proteggere l'ecosistema montano e la rigenerazione della biodiversità. Il progetto di cooperazione "Promont" mira a responsabilizzare le comunità locali al fine di promuovere un cambiamento positivo attraverso azioni rigenerative in queste aree.
Nati tra le polemiche ed accusati di essere uno spazio grigio dal punto di vista legale, l'hotspot di Shëngjin e il centro di permanenza per rimpatri di Gjadër dovevano trasformare il modello di gestione delle migrazioni in Italia. Ma cosa sta accadendo realmente in Albania?