Nel giorno dedicato alla memoria del genocidio del 1915, l’Armenia si sveglia inebriata dalle celebrazioni seguite alle dimissioni del primo ministro Serzh Sargsyan. Un’ondata di proteste senza precedenti ha intaccato la scena politica di uno dei paesi più immobili dell’ex spazio sovietico
Le proteste di questi giorni in Armenia contro la nomina di Serzh Sargsyan a primo ministro e sfociate nelle sue dimissioni hanno come loro luogo ideale e simbolico la Piazza della Libertà di Yerevan. La storia e il presente di questa piazza
Migliaia di persone hanno protestato per giorni a Yerevan contro la nomina dell’ex presidente Serzh Sargsyan a primo ministro. L’ondata di proteste senza precedenti lo ha costretto alle dimissioni. La corrispondente di OBCT Monica Ellena analizza la situazione per Radio3 Mondo (24 aprile 2018)
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La corrispondente di OBCT Monica Ellena è intervenuta a Radio Onda d'Urto per parlare delle proteste di piazza avvenute per giorni a Yerevan contro la nomina dell’ex presidente Serzh Sargsyan a primo ministro, che lo hanno costretto alle dimissioni (23 aprile 2018)
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Da anni protestano per le strade della Federazione di Bosnia Erzegovina, con blocchi stradali e tendoni. L'altro ieri un gruppo di veterani ha cercato di entrare in parlamento ed è stato caricato dalla polizia. La complicata situazione sociale di una categoria in costante mobilitazione
Serzh Sargsyan non poteva più fare il presidente, ed allora si è seduto sulla poltrona da primo ministro. Non prima di aver fatto passare l'Armenia da un sistema semi-presidenziale ad uno parlamentare
Al primo turno delle presidenziali di domenica 15 aprile ha vinto il leader del Partito democratico socialista Milo Đukanović con il 53.8% di voti. Ne ha parlato Luka Zanoni, di OBCT, al Gr di Radio Popolare (16 aprile 2018)
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Dal 1991 ad oggi Milo Đukanović è stato sei volte premier e una volta presidente della Repubblica. Con la vittoria al primo turno di domenica 15 aprile il leader del Partito democratico socialista si appresta a ricoprire il secondo mandato presidenziale.
In Turchia, a seguito dei recenti emendamenti alla legge elettorale sembra di essere già in campagna elettorale. Alle urne, però, si andrà solo nel novembre 2019. Un'analisi del nostro corrispondente
L'11 aprile scorso si sono tenute in Azerbaijan le elezioni presidenziali anticipate. Ilham Aliyev, presidente uscente, si è guadagnato un quarto mandato con l'86% dei voti. La Commissione elettorale centrale ha reso noto che l'affluenza sarebbe stata del 74.5%.
Il paese ha di recente adottato un lungamente atteso documento sulla strategia di politica estera, che però non fa che evidenziare le divisioni interne
Diversamente dall'Ungheria, il partito al governo in Romania non ha alcuna agenda ideologica illiberale. Si aggrappa solo in modo disperato al potere e ai privilegi acquisiti
In Slovenia le elezioni parlamentari sono previste entro giugno. Alla vigilia del voto sembrano delinearsi scenari già visti nella passate tornate elettorali
Prima di essere costretto ad abbandonare il potere l'VMRO-DPMNE ha garantito 86 concessioni minerarie che incombono ora sull'agricoltura e l'ambiente del sud-est del paese. E il nuovo governo social-democratico per ora non le ha bloccate
Stando all’ennesimo progetto architettonico del governo Rama, l’edificio che ospita il Teatro Nazionale rischia la demolizione. Ancora una volta a essere in pericolo sono la storia e la memoria del paese. Un commento
In Serbia l’energia elettrica prodotta da piccole idrocentrali costituisce un’esigua percentuale della produzione lorda nazionale, tuttavia il governo da anni incentiva gli investimenti privati nel settore, favorendo di fatto alcune imprese ad esso vicine
Dopo un lungo e contestato iter approvata in Macedonia una legge che prevede che l'albanese sia lingua ufficiale, al fianco del macedone, su tutto il territorio nazionale
La Croazia e le pressioni della destra conservatrice: in migliaia in piazza contro la ratifica della Convezione di Istanbul, documento del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne
Il 15 aprile prossimo si terranno le elezioni per eleggere il presidente del Montenegro, tuttavia fino a pochi giorni fa non si sapeva ancora chi fossero i candidati alla presidenza. Un’anomalia che la stampa locale ha bollato come reality show elettorale.
In Turchia, lo sciopero della fame è uno strumento di lotta politica utilizzato spesso contro il potere fino a tragiche conseguenze. Ne abbiamo parlato con Aslı Kuzu, ricercatrice presso la SOAS University di Londra
Altri due giornalisti del quotidiano Cumhuriyet sono stati rilasciati, mentre resta ancora in prigione Akın Atalay, amministratore delegato dello storico quotidiano turco
La Commissione europea punta il dito sull'esecutivo di Zagabria con riferimento alla recente legge sui veterani di guerra, i cui "privilegi", pensioni comprese, secondo Bruxelles renderebbero il welfare croato poco equo
Dopo la pubblicazione del documento della Commissione europea che rilancia l'impegno dell'UE riguardo l'allargamento ai Balcani occidentali, nei giorni scorsi è stato il presidente Juncker a fare visita di persona alle capitali balcaniche
“Per la patria pronti” è un saluto del periodo ustascia e negli anni passati è stato definito dalla Corte costituzionale croata incostituzionale. Ora una Commissione ad hoc voluta dal premier Plenković ne ha però sdoganato in parte l'uso
Per volontà della Corte costituzionale la Croazia deve adottare una nuova legge sull'aborto entro febbraio 2019. Il punto sullo stato dei lavori di una legge che attira parecchia attenzione a livello regionale
Alle amministrative della capitale Belgrado ennesima conferma dell'SNS di Vučić. Affondano i DS mentre la dinamica politica sembra ormai tutta interna all'attuale maggioranza che guida il paese SNS-SPS