Nelle recenti elezioni presidenziali a Cipro nord ha vinto di misura Ersin Tatar, candidato di centro-destra, anti-federalista e considerato vicino a Recep Tayyip Erdoğan. Una vittoria che mette ancora una volta in discussione gli sforzi diplomatici per riunire l'isola, divisa dal 1974
Sei i candidati in lizza anche se a contendersi la presidenza saranno con tutta probabilità il presidente uscente Igor Dodon, del Partito dei Socialisti della Repubblica Moldova (PSRM), e l’ex premier Maia Sandu, leader del partito Azione e Solidarietà.
Nel 2003, quando arrivò in Romania, aveva 20 anni e non parlava una parola di rumeno. Diciassette anni dopo, Dominic Fritz , nato in Germania, è stato eletto sindaco di Timișoara
Le elezioni politiche in Serbia si sono tenute lo scorso 21 giugno, da allora non è ancora stato formato il nuovo governo che dovrebbe essere guidato, come indicato dal presidente Vučić, dalla stessa premier uscente Ana Brnabić.
Il 25 ottobre si vota in Ucraina per le amministrative. Nella capitale Kiev il favorito è il sindaco uscente Vitaliy Klyčko. Anche in molte altre città le amministrazioni uscenti sembrano reggere al "nuovo che avanza", il partito "Servo del popolo" che fa capo al presidente ucraino Zelensky
"La Russia" è spesso in cima alle preoccupazioni occidentali. Del resto può influenzare le dinamiche interne a molti paesi, sia come simbolo che fattivamente. Ma è fondamentale resistere alla tentazione di confondere preoccupazioni diverse
Dopo la sconfitta alle legislative dello scorso 5 luglio i Socialdemocratici croati hanno scelto un nuovo leader, Peđa Grbin. 41 anni, membro dell'Sdp dal '98 e membro del parlamento dal 2016, il suo principale obiettivo è riunire la sinistra
Molte persone si sono riunite ieri sera a Belgrado e a Kosovska Mitrovica, dove sono state simbolicamente accese 1.000 candele in occasione del millesimo giorno dall'omicidio del politico kosovaro Oliver Ivanović.
Annunci non corroborati da dati reali, azzardi diplomatici, pressioni, aggressività. Un approfondimento su Richard Grenell, diplomatico Usa al centro del recente accordo Kosovo-Serbia sponsorizzato da Trump
Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha deciso di ridare alla premier uscente Ana Brnabić l’incarico di formare il nuovo governo. Una mossa che mostra l’intenzione di mantenere il controllo su tutto
A fine mese si vota in Georgia per le politiche. La campagna elettorale è caratterizzata da una forte polarizzazione tra due schieramenti, Sogno georgiano e Movimento Nazionale Unito (MNU). Il dibattito è limitato a scontri personali, con qualche episodio di violenza
A quasi un mese dall'accordo firmato da Kosovo e Serbia negli USA le aspettative da parte kosovara restano alte: l'obiettivo di Pristina rimane un riconoscimento reciproco e legalmente vincolante
Sono passati più di tre mesi dalla tornata elettorale in Serbia dominata dal Partito progressista serbo (SNS) del presidente Aleksandar Vučić. Nonostante controlli due terzi dei seggi in parlamento, però, la maggioranza non ha ancora dato vita ad un nuovo esecutivo
Dopo la vittoria dell'opposizione alle elezioni legislative del 31 agosto, il nuovo esecutivo dovrà scontrarsi con l'ostruzionismo delle istituzioni pubbliche, ancora controllate dal Dps di Đukanović. Per Vanja Ćalović, della rete anticorruzione Mans, dovranno essere condotte indagini serie per una transizione di successo del Montenegro alla democrazia
Il 27 settembre si vota in Romania per le amministrative. Tutti gli occhi su Bucarest, dove l'esito tra la candidata uscente Gabriela Firea PSD e Nicușor Dan del PNL è incerto. Ma indicazioni sul futuro politico romeno arriveranno anche dalle periferie
In Bosnia Erzegovina i cittadini che abitano nei villaggi attorno alla città di Prijedor stanno manifestando contro il progetto di un tratto autostradale che collegherebbe quest'ultima a Banja Luka. A loro avviso un progetto che andrebbe a penalizzare solo la comunità bosgnacca
Ulteriore rallentamento nel processo di avvicinamento all'UE da parte della Serbia: nel 2020 Belgrado non è riuscita ad aprire nemmeno un nuovo capitolo negoziale con l'Unione, a causa delle crescenti critiche di Bruxelles verso lo stato di diritto nel paese. Francesco Martino (OBCT) per il GR di Radio Capodistria [20 settembre 2020]
Update Required
To play the media you will need to either update your browser to a recent version or update your Flash plugin.
Insieme alle elezioni politiche del 30 agosto in alcuni comuni si sono tenue le amministrative. Come accaduto a livello nazionale, la maggior parte dei comuni interessati al voto, in particolare quelli costieri, hanno visto la vittoria delle forze dell'opposizione
L'adesione all'Ue come collante della futura maggioranza di governo in Montenegro? Non sarà facile, dietro all'immagine del Montenegro di front-runner dell'integrazione vi è un percorso sino ad ora problematico e dai progressi limitati
Firmando alla Casa Bianca l'accordo di “normalizzazione economica” con Pristina il presidente serbo sapeva cosa stava facendo? Con la promessa di spostare l'ambasciata a Gerusalemme la Serbia si tira addosso le critiche di mondo arabo, Unione europea, Russia e anche Cina
A fine ottobre si vota in Georgia per le politiche, con una nuova legge elettorale che ha virato prepotentemente sul proporzionale. Intanto è crisi politica in Ossezia del sud
Kosovo e Serbia hanno firmato a Washington un accordo di normalizzazione economica: l'entusiasmo del presidente USA Donald Trump - che l'ha definito "storico" - non riesce però a risolvere i numerosi dubbi sull'efficacia e sulle potenziali ricadute negative dell'intesa
Al via il progetto di ricerca, “Transnational Political Contention in Europe (TraPoCo)” sostenuto dalla Commissione europea e dedicato allo studio dell'attivismo politico transeuropeo. Al centro del lavoro di ricerca ci sarà il ruolo di movimenti, organizzazioni non governative, attivisti e sindacati nell’approfondire lo spazio dei diritti e della democrazia in Europa
Il Montenegro nella sua storia democratica non ha mai vissuto un'alternanza al governo. Mentre in molti urlano al pericolo delle forze “pro-serbe e pro-russe” Dritan Abazović, del movimento civico Ura, analizza le sfide della transizione
In Bulgaria sono in corso da due mesi manifestazioni di protesta in cui si chiedono le dimissioni del premier Borisov e del procuratore generale Ghescev. Ieri sono sfociate in scontri tra manifestanti e gendarmeria davanti al Parlamento di Sofia. L'analisi di Francesco Martino di OBCT ai microfoni di Radio Onda d'Urto (4 settembre 2020)
Update Required
To play the media you will need to either update your browser to a recent version or update your Flash plugin.
Campi informali sgomberati, famiglie deportate e lasciate senza assistenza sul ciglio di una strada, manifestazioni violente anti-migranti. In Bosnia Erzegovina - denuncia Silvia Maraone di Ipsia - si è raggiunto l'abisso
Arrivate al secondo mese consecutivo, le proteste in Bulgaria contro il governo Borisov hanno segnato ieri una brusca radicalizzazione. L'esecutivo tenta di guadagnare tempo con la proposta di riforme costituzionali, ma la piazza rilancia e chiede dimissioni immediate
Dopo trent'anni di dominio incontrastato, con le elezioni di domenica 30 agosto il presidente del Montenegro Milo Đukanović ha perso il controllo del parlamento di Podgorica. La parabola di "re Milo" e le ragioni profonde della storica sconfitta di un leader tanto longevo quanto controverso
Milo Đukanović ha perso le elezioni, ma ha anche perso perché in 30 anni di potere ha affossato l'intero Montenegro. Ora si apre una transizione di potere delicata e rischiosa. Un editoriale
Domenica 30 agosto si vota per le politiche in Montenegro. Ci sono solo due ipotesi di esito elettorale, una probabile ed ennesima riconferma dell'élite al potere oppure una nuova ed inedita maggioranza di governo. Quali le conseguenze di questi due scenari?