L'aggressione russa contro l’Ucraina ha prodotto un avvicinamento tra Romania, Moldova e Ucraina. Ne è nato un formato di cooperazione trilaterale che sta lanciando nuove collaborazioni in vari ambiti: difesa, energia, trasporti, e così via
A più di tre anni e mezzo dall'inizio dell'invasione russa, la società ucraina, secondo i sondaggi, appare divisa. Da un lato, è favorevole a un congelamento del conflitto, dall'altro crede ancora nella vittoria. In ogni caso, la pace ad ogni costo è rifiutata categoricamente
“Continueremo a parlare, protestare e chiedere giustizia finché la Palestina non sarà libera”. Questo il messaggio di un gruppo di cittadini di Sarajevo che da febbraio 2024 si riuniscono ogni settimana per leggere ad alta voce i nomi dei bambini morti a Gaza
Una riflessione sulle manie di grandezza e sulle ambizioni di Nicolae Ceaușescu e Donald Trump, due leader che in epoche diverse hanno rivendicato un ruolo di mediatori internazionali mirando al Nobel per la Pace
Situata alle frontiere esterne dell'Unione europea, la Romania si appresta a ricevere il più grande finanziamento europeo per il riarmo dopo quello assegnato alla Polonia: 16,6 miliardi di euro per fare di Bucarest un "pilastro della sicurezza nel Mar Nero"
“Intercettare imbarcazioni in acque non sottoposte alla giurisdizione di nessuno stato è illegale. Questo è un sequestro di civili in acque internazionali, quindi un atto terroristico”, denuncia la giurista Morana Miljanović, l’unica cittadina croata nella Global Sumud Flotilla e comandante della nave ‘Shireen’
OBCT aderisce allo sciopero di oggi, per sostenere la missione umanitaria e non violenta della Global Sumud Flotilla e denunciare il genocidio in corso a Gaza
In Ucraina non si fermano i massicci attacchi russi, che non risparmiano le strutture civili. Attacchi che da un anno si sono intensificati e nonostante la popolazione continui a resistere è decisamente stremata. In diretta da Kiyv la corrispondente di OBCT Claudia Bettiol a "Buongiorno InBlu" (1 ottobre 2025)
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Con la fase finale, grazie al progetto europeo CROSS II, la Croazia si libera definitivamente dalle mine entro fine anno. Siamo stati nei boschi di Otočac, nella Contea della Lika-Senj, una delle linee del fronte della guerra degli anni '90 nei quali si sta ancora sminando. Nostro reportage
La Croazia ha cominciato nel 1996 a sminare 1.174 kmq di territorio, dal 1998 con il sostegno di diversi donatori tra i quali l'Unione europea. Con il progetto “Croatian Safe Steps CROSS II”, cofinanziato dall’UE nell’ambito del Programma Competitività e Coesione, dal 2026 potrà dichiararsi paese libero dalle mine. Testo di Nicole Corritore, foto di Silvia Maraone
La Croazia si libererà dalle mine entro la fine dell'anno, a distanza di trent'anni dalla fine della guerra. Che ne sarà degli sminatori che non raggiungeranno la pensione, dopo anni di lavoro usurante e pericoloso? Abbiamo parlato con Mario Iveković, presidente del Novi Sindikat, sindacato che lavora a tutela degli sminatori dal 2008
In Russia, non si parla di come finirà la guerra in corso e non si fanno piani per una realtà post-bellica. In Ucraina si combatte e si resiste. In Unione europea, non vi è una visione unica su come avvicinarsi alla pace. Accettare la natura composita dell’UE rimane importante per immaginare politiche comuni europee forse non ideali, ma realistiche
Matic Zorman espone le sue fotografie scattate a Gaza tra il 2010 e il 2014, vere e proprie lettere d’amore inviate dalla Slovenia alla Palestina. Lontano dalle immagini di violenza, il fotografo sloveno cerca di restituire un volto umano ai palestinesi raccontando le istantanee di vita
Dopo incontri tra Armenia, Azerbaijan e Turchia, cresce l’ottimismo per un trattato di pace entro il 2026. Yerevan spera nella riapertura del confine con Ankara. Pashinyan punta a risultati concreti per rafforzare la sua fragile posizione politica
Oltre alla distruzione e ai morti sul campo di battaglia, la guerra portata dalla Russia in Ucraina crea vittime invisibili, molto spesso donne. Reti di solidarietà al femminile tentano di aiutare chi è rimasto vittima di rapimenti, sfruttamento e traffico di esseri umani
La recente visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, a Zagabria ha destato molte critiche, in particolare da parte dei gruppi di attivisti che hanno protestato per la visita. Ben accolto invece dalla leadership croata, che mostra di nuovo di essere alleata al governo israeliano
Intellettuali revanscisti, un tempo marginali, hanno prodotto elaborate teorizzazioni ideologiche oggi al centro delle narrazioni approvate dallo stato per legittimare l’invasione russa dell’Ucraina. Le loro idee hanno grande visibilità, ma questo non implica che “i falchi” possano effettivamente vincolare le scelte politiche del Cremlino
Più si accentua la conflittualità tra Mosca e Baku, più quest’ultima si allinea all’Ucraina, fornendo aiuti, donazioni e rifornimenti energetici. In risposta, si registra una serie di operazioni russe mirate contro obiettivi legati all’Azerbaijan in territorio ucraino
Presentato in prima nazionale all’82° Mostra del cinema di Venezia, il documentario "Dom" di Massimiliano Battistella racconta la storia di Mirela Hodo, accolta in Italia assieme ad altri bambini dell'orfanotrofio Bjelave di Sarajevo nel 1992 e che dopo la guerra non vennero più fatti rientrare. Abbiamo sentito il regista e la protagonista
I massacri compiuti in Volinia dai nazionalisti ucraini dell'UPA hanno riacceso tensioni sopite tra Ucraina e Polonia, complice un passato mai realmente affrontato dalle due parti. Un'intervista allo studioso statunitense-canadese John-Paul Himka
Mentre Putin rimane inamovibile sulle condizioni per la pace con l'Ucraina, i civili nei territori occupati continuano a lottare contro la russificazione per dimostrare la loro appartenenza al paese. Sebbene se ne parli poco nei media occidentali, gli ucraini mettono in atto forme di resistenza sia pacifiche che violente
Trent'anni fa, barchette di carta sulla Miljacka trasportavano messaggi da Sarajevo: "Ciao Europa" e "Guerra?": domande che riecheggiano nel mondo, più potenti che mai. Mentre Sarajevo porge la mano a Gaza e alla Global Sumud Flotilla, passato e presente si fondono nello stesso fiume di resistenza e speranza
L'invasione russa in Ucraina ha ripercussioni sempre più pesanti sul Caucaso del nord: sempre più numerose le persone con gravi precedenti penali o in condizioni vulnerabili spedite al fronte, mentre il coraggio di contestare la guerra può costare molto caro
Una ferita del passato che continua a dividere Ucraina e Polonia: sono i massacri di polacchi in Volinia commessi dai nazionalisti ucraini dell'OUN-UPA durante l'occupazione nazista nel biennio 1943-44. Un nostro dossier prova a restituire il contesto e le principali questioni ancora aperte
Lo scorso autunno le giornaliste d’inchiesta moldave Natalia Zaharescu e Măriuța Nistor si sono infiltrate nella rete dell'oligarca filo-russo Ilan Șor, documentando le tecniche illegali usate per mobilitare persone e i rischi affrontati da chi svolge il lavoro giornalistico in questo contesto
Negli ultimi mesi i confini della Georgia sono teatro di drammi umani e commerciali: un centinaio di ucraini sono bloccati in condizioni disumane alla frontiera georgiano-russa, mentre quella con l'Armenia ha visto il controverso blocco delle esportazioni armene verso la Russia
Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) organizzazione considerata terrorista da Ankara, ha annunciato di voler rinunciare alla lotta armata. Una mossa che, complice le strategie del presidente Erdoğan, potrebbe ridisegnare il quadro istituzionale e gli equilibri regionali del paese
Boris parte con altri attivisti per Gaza con la Sumud Flotilla. A motivarlo, l'aver assistito da giovane all'assedio di Sarajevo e la sua grande frustrazione oggi, come professionista del mondo umanitario e cittadino italo-bosniaco, nel non poter portare aiuti a Gaza. Una riflessione sul diritto umanitario e l'essere attivisti
Il 9 e 10 luglio si è tenuta a Srebrenica una conferenza internazionale dedicata allo studio e alla ricerca sul genocidio. Tra i tanti interventi, di rilievo quelli di donne di associazioni locali che da trent'anni portano avanti un'importante lotta
A trent'anni dal genocidio di Srebrenica assistiamo in diretta streaming ad un altro genocidio. Ciò per cui ci siamo spesi e le istituzioni che sono scaturite dalla tragedia di allora non sono riuscite ad impedire la cancellazione di Gaza. Una riflessione di Luisa Chiodi, direttrice di OBCT, e un invito a cuore aperto a non arrendersi alla rassegnazione