Da alcune settimane si stanno svolgendo fuori dalla Serbia manifestazioni in solidarietà con gli studenti serbi che stanno protestando da tre mesi. In Italia, dopo la volta di Trieste il 23 gennaio, si fa appello a radunarsi nuovamente a Venezia il 22 febbraio
Il giorno prima che venisse votato l’impeachment, promosso dai partiti sovranisti di destra, il presidente romeno Klaus Iohannis ha dato le dimissioni. È la prima volta che accade nei 35 anni di democrazia romena. Le reazioni nel paese e tra i partiti politici
Caotico e non trasparente: così Septimius Parvus di Expert Forum definisce il processo di gestione e successivo annullamento delle elezioni presidenziali in Romania, un precedente che solleva questioni cruciali per la democrazia anche nel resto dell'Ue. Nostra intervista
Domenica 9 febbraio, in Kosovo, si sono svolte le elezioni parlamentari. Ai microfoni di Radio Popolare, Federico Baccini di OBCT ha delineato un quadro delle principali questioni che gravano sul Paese, tra cui le relazioni con la Serbia, il percorso di adesione all’Unione Europea e i rapporti con gli Stati Uniti (9 febbraio 2025)
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La protesta, avviata dagli studenti, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Serbia grazie all’energia e all’intelligenza dei giovani, innescando cambiamenti. La paura ha cambiato campo e finora questa è la più grande conquista del movimento studentesco. Un commento
Un’analisi delle proteste in corso in Serbia: la indubbie capacità degli studenti nell’organizzazione delle manifestazioni, le differenze con le proteste degli anni ‘90 e 2000 e i possibili rischi dell’assenza di un piano e una strategia a lungo termine
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha deciso di posticipare la ratifica delle credenziali della delegazione georgiana fino al soddisfacimento di condizioni, tra cui riprendere il percorso UE e affrontare le irregolarità relative alle elezioni. Tbilisi di contro ha abbondato la PACE
Il 23 gennaio a Trieste, in piazza Unità d'Italia, organizzata in pochissimo tempo e solo con il passaparola hanno manifestato più di 200 persone. In maggioranza serbi della diaspora, in solidarietà con gli studenti e le studentesse che stanno protestando da due mesi in Serbia. Testo di Nicole Corritore, foto di Alessandro Gori
L'Armenia è entrata nell'anno pre-elettorale con tutto da giocare. Nonostante il sostegno in costante calo, il primo ministro Nikol Pashinyan potrebbe beneficiare di un nuovo, involontario alleato: l'Unione europea
Le proteste che ormai da mesi si susseguono in Serbia hanno iniziato a trovare supporto al di fuori del paese. Lo scorso 23 gennaio a Trieste un nutrito gruppo di persone ha espresso un inequivocabile sostegno agli studenti e cittadini che ogni giorno protestano in Serbia
Da Belgrado, migliaia di studenti hanno marciato per 80 chilometri per raggiungere Novi Sad e partecipare al blocco dei ponti sul Danubio, a tre mesi esatti dalla tragedia del crollo della pensilina della stazione, mentre proseguono le proteste in tutta la Serbia. L'aggiornamento del corrispondente di OBCT, Massimo Moratti (3 febbraio 2025)
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Riusciranno le proteste in corso in Serbia, che ininterrottamente proseguono da tre mesi, a portare ad un cambio di governo e a contribuire alla lotta alla corruzione? L'analisi di Massimo Moratti, corrispondente di OBCT da Belgrado, ne ha parlato in diretta alla trasmissione "Il Vaso di Pandora" con la conduzione di Stefano Lusa (31 gennaio 2025)
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A tre mesi dalla tragedia avvenuta a Novi Sad, che ha dato via alle proteste degli studenti con la richiesta di giustizia per i morti e lotta alla corruzione, la partecipazione di piazza si sta allargando ad altre fasce della popolazione. L'analisi di Massimo Moratti, corrispondente di OBCT da Belgrado, a "Terzo tempo. Il settimanale di Esteri" (1 febbraio 2025)
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Dalla sua indipendenza, la Georgia ha dovuto affrontare una dialettica complessa, e a tratti violenta, tra il concetto di nazione e le sue molte minoranze, sfociata in guerre sanguinose. Una dinamica che però continua ad evolvere, come nelle recenti proteste antigovernative
Dopo le elezioni del 28 novembre, non riconosciute dall'opposizione, le proteste della società civile proseguono con la richiesta di nuove elezioni e il rilascio dei prigionieri politici. La situazione in Georgia, in un contesto di repressione delle libertà civili, per voce del corrispondente di OBCT Federico Baccini, a "Radio InBlu" (31 gennaio 2025)
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L’assenza di bandiere dell’UE alle manifestazioni anti-governative dimostra che l’adesione all’Unione è diventata una questione divisiva nel Paese candidato. Intervista a Srđan Majstorović, presidente del board dell’European Policy Centre (CEP)
Il Kosovo torna alle urne il prossimo 9 febbraio: dopo aver portato a termine il mandato con un governo monocolore, il premier Albin Kurti e il suo “Vetevendosje” cercano una nuova vittoria, ma dopo un quadriennio complicato, secondo gli analisti il risultato è tutt’altro che scontato
Non si fermano le proteste in tutta la Serbia di studenti e cittadini, nei giorni scorsi il primo ministro Miloš Vučević ha dato le dimissioni. Ne ha parlato il corrispondente da Belgrado di OBCT, Massimo Moratti, ai microfoni di Radio 24 (29 gennaio 2025)
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Dopo mesi di protesta degli studenti e a seguito dell'attacco violento ad alcuni di loro, avvenuto nella notte del 27 gennaio a Novi Sad, il primo ministro Miloš Vučević si è dimesso. L'aggiornamento di Massimo Moratti, corrispondente di OBCT da Belgrado (28 gennaio 2025)
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Le dimissioni del primo ministro della Serbia e il possibile rimpasto del governo della Serbia dopo due mesi di proteste degli studenti, iniziate dopo la tragedia di Novi Sad. L'analisi di Massimo Moratti, corrispondente di OBCT da Belgrado, alla trasmissione "Caterpillar (28 gennaio 2025)
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Le proteste degli studenti in Serbia contro la diffusa corruzione spingono il premier Vučević alle dimissioni. Alla base delle manifestazioni il crollo di una pensilina a Novi Sad che ha provocato la morte di 15 persone. L'aggiornamento di Massimo Moratti, corrispondente di OBCT, alla trasmissione "Esteri" (28 gennaio 2025)
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In Serbia continuano la mobilitazione e le proteste popolari contro la corruzione e per la giustizia per le vittime del crollo della tettoia della stazione a Novi Sad. Un resoconto dettagliato degli ultimi giorni
Il potere in Serbia, scosso dall’ondata di proteste massicce che proseguono ormai da tre mesi, cerca di correre ai riparti organizzando contro manifestazioni e rilanciando la fondazione di un nuovo movimento politico. Uno scorcio della manifestazione a Jagodina dello scorso 24 gennaio
Rosen Zhelyazkov del movimento GERB è il nuovo premier bulgaro. La fiducia al suo esecutivo, retto da una coalizione eterogenea, mette fine almeno per il momento alla lunga crisi politica in Bulgaria, ma anche la parola fine ai tentativi di marginalizzare l'ex premier Boyko Borisov
Il 2025 dovrebbe essere un anno decisivo per le riforme costituzionali in Armenia. In cima alla lista di priorità, le modifiche sul Karabakh spinte dall'Azerbaijan, ma anche e soprattutto l'eliminazione di anomalie legislative che rendono vulnerabile la democrazia nel paese
L’Armenia ha annunciato l’intento di diventare membro dell’Unione europea: tuttavia le strette relazioni con Mosca, in particolare in ambito economico ed energetico, complicano la possibilità che Yerevan intraprenda la strada europea
Da quasi due mesi proseguono in Serbia le manifestazioni organizzate da studenti universitari e cittadini, scesi in piazza per chiedere giustizia per le 15 vittime del crollo alla stazione di Novi Sad. Uno studente italiano a Novi Sad con Erasmus ha raccolto alcune testimonianze. Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Quanto può incidere sul conflitto in corso in Ucraina l'insediamento di Donald Trump alla presidenza USA e qual è la situazione interna nel paese in guerra, nell'analisi della corrispondente di OBCT Claudia Bettiol alla trasmissione "Buongiorno InBlu" (22 gennaio 2025)
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Dall'Ucraina ai Balcani occidentali, nel suo secondo mandato il presidente degli Stati Uniti potrebbe spingere per un disimpegno dall'Europa. Ma se Bruxelles saprà reagire, il ruolo dell'Ue per la sicurezza di tutto il continente potrebbe uscirne rafforzato
In Moldova si è iniziato a discutere pubblicamente della carestia del biennio 1946-47, che colpì la Bessarabia appena annessa dall'Unione Sovietica. La ricostruzione dei fatti appare chiara, ma la società resta divisa su interpretazione e responsabilità. Reportage in tre puntate