Secondo quanto emerge dal Pacchetto Allargamento 2025, il gabinetto von der Leyen sostiene apertamente gli obiettivi temporali dei quattro Paesi più avanzati. In stallo Macedonia del Nord, Kosovo e Turchia, in difficoltà Serbia e Bosnia Erzegovina, la Georgia un candidato "solo sulla carta"
Alla Settimana europea delle regioni e delle città 2025, il dibattito su come gli enti territoriali e il Comitato che ne rappresenta gli interessi a Bruxelles possono orientare le politiche verso un'Unione allargata, tenendo in considerazione anche l'impatto in loco
La mancanza di integrità territoriale di Cipro - dal 2004 membro dell'Ue - non è mai stato un problema esistenziale per l'Unione, ma per i tre nuovi candidati potrebbe non essere lo stesso. Intervista a Denis Cenușa, esperto associato al Geopolitics and Security Studies Center
Il governo di Sarajevo è riuscito a evitare un nuovo taglio del 10% dal Piano di crescita da oltre un miliardo di euro, ma "c'è ancora il rischio di perdere i fondi se le riforme non saranno attuate". Intervista ad Adnan Ćerimagić, Senior Analyst presso l'European Stability Initiative
Dal 18 al 20 settembre la Commissaria europea per l’Allargamento e il Vicinato orientale Marta Kos ha effettuato un tour nel Caucaso meridionale, visitando l’Armenia e l’Azerbaijan ma escludendo la Georgia
Durante la sua recente visita in BiH, la Commissaria UE all’Allargamento Marta Kos ha ribadito la prospettiva europea del paese, offrendo un sostegno concreto alla società civile e ai media indipendenti, con un invito alle istituzioni a impegnarsi maggiormente sul fronte delle riforme
Procedere con l'adesione di nuovi membri senza attuare specifiche riforme dei Trattati fondanti dell'UE rischierebbe di esporre l'Unione a "ricatti interni, come abbiamo già visto con Orbán". Intervista a Sandro Gozi (Renew), relatore per il Parlamento europeo
La Commissione europea conferma che il ritmo sostenuto di Chișinău nel far avanzare il lavoro tecnico permette di ipotizzare che "entro fine dell'anno" si possano aprire tutti i capitoli negoziali, con l'obiettivo di "completare il lavoro entro la fine del 2027"
Il Montenegro è da tempo considerato il "front runner" dei Balcani occidentali nel processo di allargamento UE, ma il paese si muove più lentamente del previsto verso la meta. Sul suo percorso riemergono fantasmi ereditati dalla dissoluzione della Jugoslavia
Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre del 2025, la Danimarca cercherà di dare una spinta decisiva alla "necessità geopolitica" dell’allargamento. Ma sull'Ucraina rimane l'ostacolo quasi insormontabile dell'Ungheria di Orbán
Tirana punta a concludere il processo di adesione all'UE entro il 2027, ma questo obiettivo "manca di una giustificazione solida e basata su dati concreti”, in particolare sulle riforme legate allo Stato di diritto. Intervista a Daniel Prroni dell'Institute for Democracy and Mediation di Tirana
Tavola rotonda con: Massimo Moratti, corrispondente OBCT/CCI, Davide Denti, European Commission, DG ENEST, Aida Kapetanović, Research Fellow RECAS Università di Rijeka (CAS SEE) e Belgrado (IFDT), Sophie Gueudet, Scuola Superiore Sant'Anna
Modera: Jens Woelk, Scuola di Studi Internazionali, Università di Trento
In un contesto geopolitico sempre più complesso, alcuni paesi ai confini dell'Unione Europea aspirano a diventarne membri, mentre in altri domina lo scetticismo sulle reali possibilità di adesione. L’Ucraina, la Moldova, la Georgia e i Balcani occidentali affrontano sfide uniche nel loro percorso verso l’UE, tra difficoltà interne, pressioni esterne e società civili che spingono per il cambiamento.
L'allargamento dell'area Schengen a Romania e Bulgaria rende più semplice per i lavoratori asiatici che risiedono in quei Paesi trasferirsi altrove nell'UE, dove le condizioni di lavoro sono migliori. Rischia così di aggravarsi la carenza di manodopera
Yerevan si appresta a intraprendere la strada della candidatura formale, ma deve affrontare grosse sfide sul piano economico, politico e di sicurezza. Intervista all’ambasciatore Tigran Balayan, capo della missione dell'Armenia presso l'Unione europea
Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea nel primo semestre del 2025, il governo polacco vuole dare una decisa spinta in avanti ai negoziati di adesione, soprattutto per quanto riguarda l’Ucraina. Rimane però un percorso a ostacoli
A 18 anni dall’entrata nell’Unione Europea, dal 1 gennaio 2025 i cittadini romeni possono finalmente circolare liberamente nello spazio Schengen. Un momento atteso che porterà alla fine delle code in frontiera, nuove opportunità economiche ma anche non poche sfide
Iniziato negli anni '90, il processo di avvicinamento e potenziale inclusione della Georgia all'Unione europea ha subito pesanti battute d'arresto soprattutto dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, per arrivare oggi ad un vero stallo dopo le elezioni di ottobre 2024
La commissaria UE Kos ha anticipato al Parlamento europeo l'obiettivo di convocare fino a dieci conferenze intergovernative, e l'apertura dei primi capitoli negoziali con Ucraina e Moldova. Resta imprescindibile il sostegno dei Paesi membri, che dovranno esprimere un consenso unanime
Cooperazione economica regionale nei Balcani occidentali, sblocco del CEFTA, impatto delle barriere non tariffarie, riconoscimento dei titoli di studio e promozione di pratiche commerciali sostenibili: ne parliamo con Sokol Zeneli, Direttore programmi presso Re-ACT Lab
L'ex diplomatica slovena Marta Kos guiderà le relazioni tra la Commissione europea e i Paesi che hanno chiesto di aderire all'UE. Uno sguardo alle priorità politiche dichiarate e alle prime reazioni da Bruxelles e dai Balcani occidentali
Presentati i documenti annuali della Commissione europea che definiscono il percorso di adesione dei Paesi candidati. Bene Montenegro, Albania, Ucraina, Moldova e Bosnia Erzegovina, stallo per Macedonia del Nord, Kosovo e (come sempre) Turchia. Serbia in difficoltà, crolla la Georgia
Il capitolo 22 sulla politica di coesione è uno dei più complessi che la Serbia deve negoziare per l'adesione all'UE. In questa intervista, Dragana Đurica fornisce approfondimenti chiave sul ruolo critico della società civile, l'importanza dello sviluppo regionale e le sfide e le opportunità che ci attendono
"Non vi è alcuna sincera volontà da parte dell’UE di accettare i Balcani occidentali al suo interno", così Dušan Reljić, analista politico ed esperto di Balcani. Quello di cui i Balcani occidentali hanno davvero bisogno, secondo l'analista, è un forte sostegno finanziario di Bruxelles
Tutte le istituzioni Ue lanciano l'allarme per il futuro europeo di Tbilisi in vista delle elezioni parlamentari del 26 ottobre. Le “azioni preoccupanti” della campagna elettorale di Sogno Georgiano portano al rischio di un blocco definitivo del percorso di adesione
Il membro ungherese della Commissione Europea non è stato confermato da Ursula von der Leyen alla politica di allargamento Ue. Paga così anni di ambiguità sulla sua indipendenza dal governo di Budapest, polemiche e scontri istituzionali a Bruxelles
Gli ambasciatori Ue hanno dato il via libera all'apertura dei primi capitoli negoziali con Tirana, di fatto uscendo dalla “logica a pacchetto” che la lega a Skopje. La Macedonia del nord rimane bloccata su riforme costituzionali e nuovo scontro identitario con Grecia e Bulgaria
Negli ultimi decenni l’UE ha fatto notevoli sforzi per stimolare la cooperazione regionale nei Balcani, ma i risultati sono discutibili. Quali sono le ragioni di un progresso così lento e a che punto è la Bosnia Erzegovina? Ne abbiamo parlato con Adnan Ćerimagić, analista di ESI
Si è chiusa venerdì a Novi Sad la seconda edizione dell'EU-Balkan Youth Forum. 30 giovani provenienti dall'UE e dai Balcani occidentali hanno presentato alle autorità presenti le proprie raccomandazioni su temi centrali come l'integrazione regionale e la protezione ambientale
Riforme, integrità del sistema giudiziario, corruzione: l'ultimo report della Commissione europea sui progressi della Macedonia del nord in vista della futura adesione all'UE è probabilmente il peggiore degli ultimi anni. Per Bruxelles, Skopje deve passare dalle parole ai fatti