Un panorama mediatico libero, indipendente e diversificato è un elemento fondamentale per il mantenimento di società democratiche. Muovendo da questa considerazione, MAAM si impegna a consolidare le competenze dei professionisti dei media e a promuovere un ambiente mediatico aperto e pluralistico in Moldavia. Il progetto mira a creare una piattaforma collaborativa che colleghi Italia, Romania e Moldavia, favorendo al contempo l’allineamento di quest’ultima agli standard europei in materia di libertà d'informazione e pluralismo dei media, e rafforzando il ruolo dei guardiani della democrazia. In questo modo, MAAM intende facilitare il percorso del Paese verso l’integrazione europea.
Il progetto affronta il tema della ricostruzione post-bellica dell’Ucraina dal punto di vista del rientro della popolazione profuga e sfollata. La possibile connessione tra il ritorno, il contributo alla ricostruzione e il ruolo della società civile sono approfonditi attraverso un approccio diacronico. partendo dall’ esperienza dell’impegno della società civile italiana nella fase post-bellica in Bosnia Erzegovina arrivando al caso ucraino di oggi, con un’analisi della propensione al ritorno/contributo di chi è fuggito e del ruolo delle ONG italiane.
Il progetto è guidato dal Cespi in partenariato con OBCT/CCI e realizzato con il contributo dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ai sensi dell’art. 23 – bis del DPR 18/1967.
Come vengono definiti gli obiettivi dell’invasione dell’Ucraina nel discorso pubblico filo-governativo russo? Quali differenze emergono tra diversi attori, media, o da parte di uno stesso attore in diverse fasi temporali? Come vengono caratterizzati i territori ucraini controllati o rivendicati da Mosca in questo contesto?
Il progetto affronta questi quesiti attraverso l'analisi strutturata di fonti disponibili on-line, incluse fonti ufficiali, diverse tipologie di media, nonché altri spazi informativi digitali utilizzati in questo contesto.
La politica di coesione è il principale strumento utilizzato dall’Unione europea per promuovere la crescita sociale ed economica, rendere più omogeneo il grado di sviluppo delle diverse regioni e migliorare la qualità della vita sui vari territori. Dal 2021 raccontiamo le sfide affrontate dalle regioni del sud-est europeo e le iniziative promosse grazie ai fondi di coesione, prima coi progetti Work4Future e poi con Energy4Future. Il progetto “Cohesion for Climate” continua a guardare alla politica di coesione e alle sfide ad essa collegate, concentrandosi in particolare sugli interventi in campo ambientale: prevenzione dei disastri naturali, gestione del territorio, conservazione di aree e specie protette, e così via.
Il progetto MOST – Media Organisations for Stronger Transnational Journalism - si propone di stimolare l'innovazione nel settore del giornalismo e di rafforzare la resilienza dei media indipendenti e non profit impegnati nella copertura delle tematiche europee. Riunendo sei organizzazioni di media specializzate non profit e un’organizzazione focalizzata sui diritti umani, il progetto intende creare una piattaforma collaborativa per lo scambio di conoscenze, risorse e contenuti tra i media partecipanti e altre testate che trattano di giornalismo internazionale o di tematiche europee.
Il progetto esplora come le Comunità di Pratica nate dall’attuazione di progetti Interreg e dalla partecipazione nei consessi politici di EUSAIR possano favorire l'integrazione europea dei Balcani occidentali. L'allargamento dell'UE è tornato al centro dell'agenda politica europea come progetto geostrategico per la sicurezza del continente ma senza un attivo coinvolgimento dei territori difficilmente arriverà a compimento.
Oltre ai già stanziati fondi IPAIII, a inizio 2024 l’UE ha introdotto il Piano di investimenti per la crescita dei Balcani occidentali, stanziando sei miliardi di euro a sostegno dei processi di riforma interni ai candidati. Allo stesso tempo, anche la Cooperazione Territoriale Europea (CTE) e la Strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) forniscono risorse per l'innovazione e lo sviluppo sostenibile, coinvolgendo attivamente i territori.
PULSE - Europe beyond the beat è un'iniziativa giornalistica transnazionale che adotta un approccio collaborativo alla produzione editoriale. PULSE riunisce 10 importanti media nazionali e 3 organizzazioni mediatiche transnazionali (OBCT, n-ost, Voxeurop) unite nella missione di promuovere la sfera pubblica europea. In due anni, saranno pubblicate oltre 2.000 storie in diversi formati e in almeno 12 lingue per raccontare gli affari europei da prospettive nuove e molteplici e dedicando particolare attenzione a Paesi, regioni e gruppi sociali sotto-rappresentati, tra cui le aree rurali, i Paesi UE medio-piccoli, le minoranze.
La Collaborative and Investigative Journalism Initiative (CIJI) sostiene i media indipendenti e i giornalisti freelance in Europa con programmi di formazione, mentoring, finanziamento e condivisione di conoscenze e buone pratiche. L’obiettivo è rafforzare il giornalismo collaborativo e investigativo in Europa, anche attraverso occasioni di networking strutturate.
“MigraVoice: Migrant Voices Matter in the European Media” è un progetto dedicato ad amplificare le voci e le prospettive dei migranti in Europa all'interno dello spazio mediatico europeo, promuovendo la partecipazione attiva di individui con background migratorio nella creazione di contenuti mediatici di alta qualità per il pubblico europeo. MigraVoice rappresenta un passo significativo verso la promozione di inclusività e diversità nei contenuti mediatici fruiti dagli europei. Consentendo a chi ha maturato un background migratorio di condividere le proprie prospettive, MigraVoice arricchisce non solo il panorama mediatico ma contribuisce anche a una società europea più vivace e inclusiva.
Libertà, indipendenza e pluralismo dei media sono condizioni indispensabili per la buona tenuta delle democrazie europee. La questione della libertà dei media e della sicurezza dei giornalisti ricopre una fondamentale importanza anche per quei paesi come Montenegro, Macedonia del Nord, Albania e Serbia che ambiscono ad aderire all’Ue. Grazie alla collaborazione con partner regionali, questo progetto intende contribuire alla costruzione di una rete di attori balcanici, italiani ed europei per un advocacy efficace a tutela della libertà dei media in Ue e nei paesi interessati dal processo di integrazione.